lunedì 9 luglio 2007

Sul lavoro notturno

In base al decreto legislativo del 26 novembre 1999 n° 532, ART. 8, nessun dipendente è obbligato A PRESTARE LAVORO DURANTE LE ORE NOTTURNE, SE PRIMA IL DATORE DI LAVORO NON SI CONSULTA CON LE ORGANIZZAZIONI SINDACALI.
Questo significa che sono i lavoratori a stabilire i compensi e le modalità con cui effettuare il lavoro notturno e non unilateralmente l'azeinda.

Telecom prima esternalizza e poi licenzia

Telecom, prima esternalizzati e poi licenziati I lavoratori: «Il problema sta nella legge 30»
Gli ex dipendenti, associati nella Anle, a un incontro con giornalisti e politici. Un dossier sui 3 mila addetti dismessi. I sottosegretari Gianni e Rinaldi: «Modificare le norme»
Antonio Sciotto
Roma
La Telecom ha tanti volti: i dipendenti scioperano l'1 giugno per chiedere chiarezza sul futuro del gruppo; ci sono i tanti collaboratori dei call center in appalto, solo in parte stabilizzati (ancora tantissimi lavorano in ditte in outsourcing senza il rispetto dei diritti minimi); ci sono gli addetti delle installazioni telefoniche, in mobilità da anni con assegni di 400 euro al mese e che in realtà spesso lavorano in nero per la stessa filiera, subendo molti infortuni. Ci sono, infine, gli ex dipendenti Telecom, oggi «esternalizzati», associati nella Anle (www.esternalizzati.it): ieri hanno tenuto un incontro pubblico presso la Federazione nazionale della stampa. I lavoratori hanno chiesto un incontro con i giornalisti e i politici in primo luogo perché sono i «grandi dimenticati» della parabola Telecom: il gruppo, all'inizio delle avventure dei «capitani coraggiosi» (i Colanninno boys, con il loro acquisto a debito) contava ben 120 mila dipendenti, via via assottigliatisi fino agli attuali 80 mila. L'Anle ha focalizzato la sua attenzione su un gruppo di 3 mila ceduti, di cui oggi riusciamo - grazie al lavoro dei volontari su Internet - a tracciare un profilo. Un interessante esperimento di autorganizzazione dei lavoratori, che pone una denuncia politica: le esternalizzazioni non sarebbero altro che «licenziamenti camuffati». Ebbene, il dossier Anle parla di 2.912 lavoratori ceduti dal 2000 al 2006, a 15 società di nuova istituzione o vere e proprie ditte in outsourcing. Il fatto è che queste imprese non mostrano, sin dalla loro nascita, una grande autonomia dall'azienda madre, ma piuttosto operano in un regime di vera e propria «monocommittenza» rispetto alla Telecom. Dopo qualche tempo dall'esternalizzazione, improvvisamente le commesse diminuiscono di volume, e dunque la società si trova «costretta» a dichiarare esuberi, e dunque a licenziare. In altri casi, le «dimissioni» sono state incentivate. Fatto sta che un buon 30% dei ceduti ha abbandonato le aziende: una percentuale superiore ai normali turn over, senza che poi si sia proceduto a nuove assunzioni. E' il perfetto identikit di licenziamenti «mascherati». «Tantopiù che una serie di cause intentate dagli esternalizzati è andato a buon fine, con la nullità del procedimento e il reintegro del lavoratore», ha aggiunto l'avvocato Enrico Luberto. I giudici hanno accolto 22 ricorsi legali contro 9 respinti: ma la causa vinta da un singolo lavoratore non può essere estesa all'intera cessione. Insomma, Telecom avrebbe creato delle «scatolette» vuote nei primi anni foraggiate da commesse, verso cui avrebbe indirizzato i lavoratori ritenuti già in esubero, ma scaricando la responsabilità del licenziamento: chi parlerà mai di 50 in mobilità alla Mp Facility, o di altrettanti alla Tnt Logistic? Sono aziende oscure e per nulla attrattive per i media, mentre farebbero certo più notizia un tot di esuberi dichiarati dalla ben più nota Telecom. Un processo favorito dalla legge 30, che con il decreto 276 ha modificato l'articolo 2112 del codice civile: il governo Berlusconi ha insomma «liberalizzato» le esternalizzazioni, rendendo possibile cedere rami che non avevano un'autonomia pregressa.«Urge una modifica della legge 30, che ripristini il senso originale dell'articolo 2112 del codice civile - spiega il sottosegretario allo Sviluppo economico Alfonso Gianni - E' un articolo nato per tutelare la continuità di impresa e del lavoro rispetto al cambio degli imprenditori, ma negli anni - e con le novità introdotte dalla legge 30 - è stato stravolto, in modo da favorire chi vuole liberarsi di lavoratori. La legge 30 va "superata", come dice il programma dell'Unione, e il punto delle esternalizzazioni è certamente uno dei più importanti su cui mettere mano».I lavoratori, passando alle esternalizzate, rischiano infatti di perdere le garanzie normative e salariali, ma soprattutto accedono a una «nuova precarietà a tempo indeterminato»: «Noi ci sentiamo comunque precari, perché siamo appesi alle commesse e rischiamo sempre di essere licenziati», ha spiegato Teresa Strambelli, parlando a nome degli ex dipendenti Telecom. Problemi che toccano anche altre aziende: basti pensare alla recente lotta dei lavoratori Wind di Sesto San Giovanni, esternalizzati alla Omnia Network, che oggi lavora su commesse della stessa Wind.Il sottosegretario al Lavoro Rosa Rinaldi, come Gianni, ha sottolineato «l'urgenza di rimettere mano alla legge 30», paragonando gli esternalizzati ai cocoprò dei call center: «Sono tutte forme con cui le aziende risparmiano sui costi o riescono ad aggirare le norme sul licenziamento. Una precarietà che ormai riguarda non solo i giovani o gli over 50, ma sempre di più chi ancora non ha neppure 50 anni. Come accade per gli installatori telefonici. Bisognerà avviare una "operazione trasparenza" sulla filiera, e sarebbe opportuno che Telecom si presentasse a un tavolo con il governo, cosa che finora non siamo riusciti a ottenere». Felice Casson, ex magistrato e oggi senatore dell'Ulivo, ha indicato due vie: «Velocizzare i tempi dei processi e rimettere mano alla norma sulle esternalizzazioni, superando l'attuale ambiguità sulle regole».

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Caporalato informatico una piaga di MATRIX

CAPORALATO INFORMATICO

Che cos' il Caporalato Informatico??
E' quel assurdo fenomeno per il quale anche se siete bravissimi nel vostro lavoro (certificazioni, anni di esperienza e conoscenze informatiche) non riuscirete quasi mai a lavorare per le grandi società e farvi pagare bene (per 'bene' vi consiglio di vedere quanto viene pagato in Inghilterra un professionista dalla IT) ma siete destinati a tenervi la vostra paga ed essere rivenduti ad altre società che vi rivendono ad una altra società che alla fine vi rivende alle grosse aziende.
Il fenomeno è molto interessante. Infatti sono moltissimi i soldi 'bruciati' da questo sistema che vanno ad arricchire non voi ma solo queste organizzazioni di CAPORALATO INFORMATICO.
Forse un esempio in termini monetari è più efficace.
La società per la quale lavorate (e.s.ACME ONE) vi paga si e no 1300 Euro netti al mese (e va già bene) il che vuol dire considerando un mese di 20 giorni lavorativi 65 Euro al giorno.
Questi signori un giorno vi dicono "devi fare un colloquio alla MOUSSE TWO per un progetto". Loro (ACME ONE) percepiranno per la tua prestazione dai 300 ai 400 Euro a giornata ed il progetto potrebbe durare dai 6 mesi ad oltre un anno.
Vi recate, visibilmente scoglionati, alla sede della MOUSSE TWO che vi dice che assieme al loro personale dovrete sostenere un colloquio presso la ACCETTUR THREE e durante questo colloquio dovrete sostenere di lavorare da oltre 2 mesi per loro e non per la vostra reale società .
Domanda: quanti soldi da la ACCETTUR THREE alla MOUSSE TWO ?? Sicuramente ben oltre 400 Euro dato che deve pagare la ACME ONE. possiamo supporre su 700-800 Euro
Non è finita! Andate al colloquio, più incazzati e scoglionati di prima, siete obbligati a mentire spudoratamente su dove effettivamente lavorate ed in alcuni casi a sostenere il vostro CV opportunamente 'migliorato'. Li vi dicono che il cliente finale non solo loro ma è la HIGH FOUR, che vi dovete fare il culo, che si lavora a volte (leggi spesso) di Sabato e di Domenica e anche fuori orario, che si lavora molto (oltre le 8 ore chiaro..e lo straordinario ?? ehh)
Domanda: quanto paga la HIGH FOUR alla ACCETTUR THREE?? Molto! Moltissimi soldi al giorno. Probabilmente oltre 1000 Euro al giorno.
Invece di creare nuovi posti di lavoro le società del tipo della HIGH FOUR sperperano milioni di Euro in questa assurda catena dei CAPORALI. Altro che la famosa SPECTRA dei film di 007.
LA SPECTRA, anzi le SPETCRA esistono veramente e sono queste società di barbara intermediazione che speculano sullo sfruttamento delle risorse: I CAPORALI DELL'INFORMATICA.

La truffa del TFR

Il governo in accordo con le organizzazioni sindacali, hanno messo a punto la più grande truffa nei confronti del lavoratori dipendenti. Il TFR dai lavoratori passa alle banche... vedi e ascolta questo video .

Basta essere presi in giro

Matrix spa, azienda del gruppo Telecom che gestisce il portale Alice, ex Virgilio.it, continua con una politica di ricatti e minacce a calpestare i diritti dei lavoratori e delle lavoratrici.
La RSU rappresentata esclusivamente dalla CGIL non fa nulla e anzi spesso prende le parti dell'azienda.
Questo blog oltre ailla denuncia dei soprusi fatti nei confronti dei dipendenti, vuole essere anche il punto di incontro di altri lavoratori nelle stesse condizioni. E per ora è il solo mezzo che hanno i colleghi di Matrix spa di unirsi in questa lotta contro i soprusi del potere finanziario.